Last Update 18/11/08
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da Il Piccolo di GIOVEDÌ, 13 NOVEMBRE 2008
SAN FLORIANO
L’Holbar di Marega nel top dei vini italiani
SAN FLORIANO Tra i vinificatori isontini che oggi saranno a Roma ospiti dell’Associazione italiana dei sommelier per ritirare i 5 grappoli della guida Duemilavini2009 ci sarà anche Livio Marega.
Il premio gli verrà consegnato per l’Holbar bianco del 2003. Per l’azienda di San Floriano si tratta di una conferma. Già lo scorso anno la guida dell’Espresso aveva inserito la vendemmia 2002 tra i vini d’eccellenza.
L’Holbar bianco è un uvaggio composto da Riesling renano (80%) e Chardonnay (20%) ed è caratteristico perché la fermentazione e l’affinamento dei mosti avvengono in botti d’acacia da 300 litri come accadeva una volta prima che si cominciassero a usare contenitori di cemento o altri materiali.
«Abbiamo iniziato questa sperimentazione nel 1988, perché volevamo rispolverare la tradizione – spiega Livio Marega -. Dopo vent’anni arrivano i riconoscimenti. È il massimo a cui si può aspirare». Ci sono volute quindici vendemmie per affinare la tecnica, ma alla fine l’azienda a trovato la sua strada. Il nome del vino viene proprio dal particolare nome delle botti utilizzate.
La base delle componenti aromatiche e la durata del vino si ottengono con una fermentazione malolattica guidata e un periodo di riposo tra i sedimenti. Dopo l’imbottigliamento – che avviene in autunno –, l’affinamento viene completato da un ulteriore permanenza in bottiglia e se ben conservato, il vino continua a evolvere per diversi anni. Da un punto di vista organolettico appare di colore giallo brillante, ha profumi di miele, di fiore d’acacia e di frutti tropicali. Il sapore è fresco, rotondo e pieno con una lunga persistenza aromatica che riprende gli aromi dei profumi.
Insieme all’Holbar bianco 2003 verranno premiati anche altri 26 vini di cantine del Friuli Venezia Giulia (Gravner, Livon, Jermann, La Tunella, Ronchi di Cialla, Rocca Bernarda, Livio Felluga, Volpe Pasini, Scubla Collarini, La Castellana, Zuani, Venica, Dario Raccaro, Toros, Colle Duga, Marco Felluga, Borgo del Tiglio, Villa Russiz, Venica, Lis Neris, La Viarte).
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L'Azienda Agricola Marega
è partecipe al "Progetto
Qualità Globale" DuPont
Guida ai vini d'Italia
La guida,
(editore Edagricole)
raccoglie le aziende vitivinicole italiane, accomunate dalla loro
adesione al Progetto Qualità Globale. Tale progetto si basa su un
rigoroso e articolato disciplinare di produzione, al quale le aziende
devono sottoscrivere la propria adesione. L'obiettivo è consentire la
produzione di vini dotati di caratteristiche organolettiche superiori e
totalmente privi di anomalie nel rispetto di tradizione, cultura e
sicurezza. Nello specifico, tutto questo significa assenza di residui
indesiderati di fitofarmaci e basso contenuto di anidride solforosa, ma
anche sicurezza delle proprietà ecologiche del vino.
Visite
in Azienda: sono possibili visite tutti i giorni con prenotazione. L'azienda
ospita un massimo di 6-8 persone.
per
prenotare: click
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Il Comune di San Floriano ha
una economia agricola, prevalentemente vitivinicola, sviluppatasi con
ritardo per l'incidenza del sistema di colonia presente in questa zona
fino al 1948.
Da alcuni documenti datati 1872
si può rilevare che il quell'anno a San Floriano c'erano solo 24
famiglie di proprietari terrieri e ben oltre 170 famiglie di contadini e
coloni.
L'Azienda Agricola "Marega"
Artigiani Vignaiuoli fondata nel 1905 dal bisnonno Victor prosegue con
Giorgio e Livio la tradizionale produzione di vini del Collio:
presentando, attraverso gli artigianali sistemi di allevamento della
vite, finalizzati ad esaltare la tipicità dei profumi e delle
persistenze aromatiche delle uve e moderne tecnologie di cantina, il
miglior prodotto dei vigneti siti in San Floriano.
Il gusto della sfida in questi
ultimi anni si esprime oggi in un progetto unico nel Collio: un ritorno
ai metodi anteriori alle vasche in acciaio ed alla refrigerazione.
Una selezione di uve bianche ed
una a bacca rossa effettuano la fermentazione nelle botti tradizionali
da 2 a 5 hl. di capienza.
Questi carati erano denominati
"Holbar" dal dialetto sloveno parlato nel Collio Goriziano ed
erano i più diffusi in Friuli.
Si costruivano in legno di
Robinia (detto anche Acacia) che 'è insuperabile per conservare il vino
bianco al quale dona finezza, profumi intensi ed una elegante carica di
tannini dolci.
Per la varietà a bacca rossa l'Holbar si costruiva con il Rovere di Slavonia ben stagionato, ideale
per snellire la tannicità del vino con la fermentazione nel periodo
estivo e donare i complessi profumi maturati, aromi fini e speziati ed
una giusta rotondità.
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Il
vin nostran
Secondo il poeta Ermete
Zardini (Cormòns, 1868-1940)
Prin:
sapà, netà, uaià,
sojletà,
verderamà.
Son lis tassis di
pajà
e un sol nùl al
fàs tremà.
Prima zappare,
pulire, potare,
trattare la vite
con zolfo e verderame.
Ci sono le tasse
da pagare
e un solo
nuvolone ti fa tremare.*
*Perché
potrebbe distruggerli il raccolto dopo tante fatiche
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2006 ottobre 22 - da Il Piccolo
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